mercoledì, 15 luglio 2009
14:45
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Fight club in my mind
Archiviato da Otherway in: a-normalitÃ
Come ha detto qualcuno in un film, siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo una grande guerra né una grande depressione, non abbiamo uno scopo per cui combattere, siamo diventati degli shopper, incanaliamo i nostri istinti in un catalogo ikea, consumiamo, consumiamo noi stessi, cerchiamo valvole di sfogo, una volta leggevamo pornografia, ora siamo passati ad arredomania.
Ciò mi preoccupa e non poco. Abbiamo realmente perso il contatto con le nostre emozioni, siamo la totale mancanza di senso di Jack. Siamo uno sciame impazzito che si autodivora.
Rinneghiamo gli istinti che ci hanno fatto sopravvivere per diverse migliaia di anni, crediamo di essere migliori, ma ci sbagliamo, prima pestavamo i feti con miele e pepe per poi gustarceli beatamente, ora lo vediamo in tv ed è come se lo facessimo ancora, è la stessa identica cosa. Dite pure di no se ne avete il coraggio.
Viviamo di emozioni filtrate da uno schermo, non siamo più in grado di costruircele by ourselves.
Infilarci le piume nel culo non farà certo di noi delle galline, questo è poco ma sicuro. Nonostante ciò continuiamo ad infilarcele a quintali, vedo culi tronfi del loro piumaggio che si aggirano per le strade.
Le nostre piume sono le tv da 45000 pollici, i cerchi in lega e l'ultimo modello di tavolino ikea.
Ma ancora non siamo delle galline, siamo una massa di materia organica che si sta lentamente putrefacendo, siamo la canticchiante e danzante merda del mondo, ma non ci piace, vogliamo essere delle galline.
La sensazione che provo girando per le strade è di nausea e disgusto, l'idiozia viene esaltata a qualità suprema, conditio sine qua non per l'avanzamento sociale.
Purtroppo non posso parlare di soluzioni, l'ultima legge approvata dal nostro parlamento me lo vieta, anche se credo che benzina e succo d'arancia possano andar bene.
Scrivo consapevole che pochi riusciranno a capire, ma ciò non mi farà perdere il sonno, chi leggerà senza capire potrà facilmente dedurre che è un idiota.
Senza appello.



(Elliott Erwitt, Argentina, Penisola di Valdes, 2001)